Naughty Dog farebbe ricorso eccessivamente al “crunch time” per finire The Last of Us 2. Un suo ex dipendente scaglia pesanti accuse

Non è la prima volta che Naughty Dog viene accusata di fare spesso ricorso alla pratica del “crunch time“, un periodo in cui i lavoratori vengono spinti al limite per cercare di terminare al meglio un videogioco, ma nei giorni scorsi sono arrivate pesanti illazioni che minerebbero non poco il nome del celebre brand di videogiochi.

Prima era stato Jason Schreier di Kotaku a lanciare l’accusa, mentre oggi a confermare e rilanciare è stato Jonathan Cooper, animatore ed ex dipendente di Naughty Dog, che su Twitter ci è andato giù pesante nei confronti dei suoi ex datori di lavoro.

Come sappiamo infatti, la software house ha rimandato più volte il lancio di The Last of Us Part 2, ufficialmente perché c’era bisogno di più tempo per rifinire al meglio il progetto, ma stando alle accuse di Cooper, c’erano altri problemi dietro i ritardi. La reputazione di Naughty Dog nell’industria videoludica sarebbe infatti drasticamente calata negli ultimi tempi, proprio per via delle pesanti condizioni di lavoro alle quali sarebbero sottoposti i dipendenti, ragion per cui non tutti sono disposti a firmare un contratto con l’azienda.

naughty dog crunch time

Per sopperire alla mancanza di personale dunque, lo studio si sarebbe rivolto a professionisti con meno esperienza, o provenienti dal mondo dell’animazione piuttosto che da quello dei videogiochi.

“Per la demo mostrata a Settembre, gli animatori hanno fatto più crunch time di quanto abbia mai visto, e ci sono volute settimane di riposo per riprendersi. Un mio buon amico è stato ricoverato in ospedale per via del troppo lavoro”, scrive su Twitter Cooper, che poi continua:

“La ragione per cui me ne sono andato è perché voglio lavorare solo con i migliori, e Naughty Dog non lo sono più. La loro reputazione per il crunch time a Los Angeles è così calata che è stato praticamente impossibile assumere animatori per chiudere il progetto, perciò si sono rivolti all’industria cinematografica”. 

Parole pesantissime insomma quelle di Cooper, che lascia intendere nei tweet successivi, e che vi riportiamo in calce alla news, che ci sarebbe ancora molto altro da raccontare.

Che ne pensate delle sue parole?

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