Per il regista Ryan Coogler, girare Black Panther 2 senza Chadwick Boseman si sta rivelando particolarmente difficile

Il giovane regista Ryan Coogler sta ancora cercando di metabolizzare la scomparsa di Chadwick Boseman, e girare Black Panther 2 si sta rivelando un’esperienza piuttosto difficile, come dichiarato in una recente e interessante intervista.

Il primo film nel 2018 infatti, ne ha lanciato la carriera definitivamente, ma adesso, dopo la morte prematura del suo protagonista, il sequel già annunciato diverso tempo fa, acquisisce tutto un significato diverso, sia per il pubblico, sia per lo stesso Coogler.

Il regista era stato tra i tanti a omaggiare Boseman sui social nei giorni successivi alla sua morte, scrivendo di non aver mai sofferto per una perdita così importante prima di allora. Marvel nel frattempo aveva confermato che nel sequel del film non ci sarebbe stato un recast per il ruolo dell’attore, e che non sarebbe stato ricreato in CGI. Oltre a questo, tuttora si sa ben poco del film in uscita a Luglio 2022.

ryan coogler black panther 2

Proprio di recente, Coogler ha rilasciato un’intervista in cui è tornato a parlare proprio del processo di elaborazione del lutto, e di come sta riuscendo a lavorare al film nonostante tutto:

“Una cosa che ho imparato nella mia vita è che, in qualunque modo la si voglia guardare, è difficile avere una prospettiva su qualcosa mentre la si sta affrontando. Questa è una delle cose più profonde che ho dovuto affrontare nella mia vita, continuare a far andare questo progetto senza questa particolare persona, che era la colla che lo teneva insieme.

Detto questo, abbiamo una vita personale, una vita professionale e una vita privata. Quando lavoriamo su qualcosa che amiamo, queste cose si uniscono, confluiscono insieme, no? Il tuo lavoro diventa la tua vita, per la maggior parte del tempo. Per cui sto cercando di trovare un equilibrio tra vita e lavoro, sto cercando di costruire due cose che possano stare insieme per conto proprio. Non ci sono ancora arrivato, ma questa è senza dubbio la cosa più difficile che abbia mai fatto nella mia vita professionale”.

Che ne pensate delle parole del regista?

(Fonte: Screen Rant)

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Diplomato al liceo classico e all'istituto alberghiero, giusto per non farsi mancare niente, Gabriele gioca ai videogiochi da quando Pac-Man era ancora single, e inizia a scriverne poco dopo. Si muove perfettamente a suo agio, nonostante l'imponente mole, anche in campi come serie TV, cinema, libri e musica, e collabora con importanti siti del settore. Mangia schifezze che lo fanno ingrassare, odia il caldo, ama girare per centri commerciali, secondo alcuni è in realtà il mostro di Stranger Things. Lui non conferma né smentisce. Ha un'inspiegabile simpatia per la Sampdoria.

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