Doc Ock sarò lo stesso di Spider-Man 2: la conferma di Alfred Molina

Alfred Molina ha rilasciato una recente intervista a Variety, durante la quale ha parlato del suo ritorno come Doctor Octopus in Spider-Man: No way Home. Uno degli aspetti più interessanti sembra riguardare proprio le origini del personaggio di Doc Ock nel prossimo film del Tessiragnatele. A giudicare da quanto detto da Molina, si tratterà a tutti gli effetti di un ritorno, quello dello stesso personaggio del secondo, indimenticabile film di Sam Raimi, tuttora uno dei migliori film dedicati al personaggio di Steve Ditko e Stan Lee.

Dopo aver accettato il ruolo Molina avrebbe avuto una lunga conversazione con il regista, Jon Watts. Il filmmaker avrebbe confermato un dettaglio non da poco: la storia di Doc Ock sarebbe riprese dal finale di Spider-Man 2 di Sam Raimi, quando Otto Octavius scompare nel fiume Hudson. Quanto basta ai fan per gridare al “Multiverso” e riempire di congetture internet.

spider-man alfred molina

Essere Doc Ock diciassette anni dopo: le preoccupazioni di Alfred Molina per Spider-Man: No way home

Si potrebbe pensare che il solo fatto di interpretare lo stesso personaggio in un universo parallello possa preoccpare un attore. In realtà il grattacapo maggiore per Molina sembra essere un altro: il fatto che, rispetto alla sua ultima apparizione, siano passati diciassette anni. L’attore ha spiegato di averne parlato direttamente con il regista, Jon Watts. Il quale non è sembrato troppo preoccupato all’idea.

“Mi ha guardato e ha detto: ‘Hai visto cosa abbiamo fatto a Bob Downey Jr. e Sam Jackson?'”. Un riferimento a quanto visto in “Captain America: Civil War” del 2016 e, successivamente, in “Captain Marvel” del 2019, dove Robert Downey Jr. e Samuel L. Jackson sono stati “ringiovaniti” attraverso la CGI. A loro si potrebbe aggiungere anche Kurt Russel che, attraverso il make-up, è tornato agli anni ’80 in Guardians of the Galaxy Vol. 2.

(fonte: Variety)

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Genovese, classe 1988. Laureato in Scienze Storiche, Archivistiche e Librarie, Federico dedica la maggior parte del suo tempo a leggere cose che vanno dal fantastico estremo all'intellettuale frustrato. Autore di quattro romanzi scritti mentre cercava di diventare docente di storia, al momento è il primo nella lista di quelli da mettere al muro quando arriverà la rivoluzione letteraria e il fantasy verrà (giustamente) bandito.

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