La Città Incantata compie 20 anni: la celebrazione dello Studio Ghibli arriva con un artwork di Yubaba

Il 20 Luglio del 2001 La Città Incantata usciva nelle sale cinemagrafiche del Giappone: vent’anni che lo Studio Ghibli ha deciso di festeggiare con un artwork celebrativo di Yubaba, uno dei personaggi principali all’interno del film di Hayao Miyazaki.

Il disegno è stato condiviso tramite l’account Twitter dello Studio ed è visibile qui di seguito. Diteci che cosa ne pensate e lasciateci un vostro commento al riguardo!

citta incantata 20 anni

La Città Incantata: 20 anni come film più popolare dello Studio Ghibli

Nei giorni scorsi è stata svelata al mondo la mappa dei film più popolari dello Studio Ghibli. La Città Incantata è risultata essere la pellicola più amata dai fan di tutto il mondo, piazzandosi al primo posto in ben ottanta paesi diversi. Un record considerevole, anche per il film che ha conseguito un traguardo prestigioso come quello di un Academy Award nel 2003.

Raccontare la trama della pellicola è quasi superfluo: la storia narra della piccola Chihiro, costretta a lavorare nel complesso di un’onibaba, una strega del folklore giapponese, chiamata Yubaba. Per costringerla a rimanere nel suo complesso, che ospita yokai di ogni genere, la fattucchiera la priverà del nome, rinominandola Sen. Con coraggio la bambina affronterà questa difficile situazione, al termine della quale riuscirà a salvare i suoi genitori, trasformati in maiali dalla magia del luogo.

La storia narrata nel film di Miyazaki è stata lodata per la sua profondità e complessità. Attraverso la riscrittura di molti miti e tradizioni del folklore giapponese, il maestro dell’animazione ha voluto raccontare la storia di una crescita interiore e la transizione verso l’età adulta, fatta di sfide piccole e grandi da affrontare ogni giorno.

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Genovese, classe 1988. Laureato in Scienze Storiche, Archivistiche e Librarie, Federico dedica la maggior parte del suo tempo a leggere cose che vanno dal fantastico estremo all'intellettuale frustrato. Autore di quattro romanzi scritti mentre cercava di diventare docente di storia, al momento è il primo nella lista di quelli da mettere al muro quando arriverà la rivoluzione letteraria e il fantasy verrà (giustamente) bandito.