Sony avrebbe rifiutato Days Gone 2: il gioco non è attualmente in lavorazione

Sony avrebbe rifiutato di produrre Days Gone 2: questo è questo riporta Jason Schreier, una dellle firme più autorevoli nel panorama del giornalismo videoludico. Già la settimana scorsa Schreier aveva reso noto come il seguito del titolo di Bend Studio non fosse in fase di lavorazione.

In seguito alle pressanti richieste dei fan arrivate sui suoi social, il giornalista avrebbe rincarato la dose. Sarebbe stata la stessa Sony a rifiutare il gioco. Questo, tuttavia, senza specificare quali possano essere le motivazioni legate a una simile scelta da parte del colosso giapponese del mercato videoludico.

“Uno degli aspetti più spiacevoli nel parlare di videogiochi è il modo in cui gli utenti faranno i salti mortali per negare le notizie che non gli piacciono. Dai ritardi di No Man’s Sky alle condizioni di lavoro nei loro studi preferiti. Detto ciò, Days Gone 2 è stato rifiutato nel 2019 e non è in fase di sviluppo presso Sony Bend”.

days gone 2

Days Gone 2 al palo: problemi dovuti alla critica?

Appurato che il titolo di Bend al momento non rientra tra i piani di Sony e della PlayStation, c’è da chiedersi quali siano le motivazioni dietro a questa scelta. Days Gone in effetti ha avuto un buon riscontro dal punto di vista delle vendite, arrivando sulle console di parecchie videogiocatori.

L’apprezzamento verso il titolo, al contrario, non pare essere stato dei migliori. In effetti il gioco di Bend ha ricevuto recensioni contrastanti, generalmente sufficienti, ma decisamente inferiori a quelle che erano le aspettative di Sony. Su Metacritic il risultato finale è stato di circa 70/100, non certo quanto sperato per un titolo Tripla A.

Non resta che attendere per vedere come evolverà la situazione: va tuttavia detto che, al momento, Bend è al lavoro su altri progetti e difficilmente potrà concentrarsi su un seguito di Days Gone.

(fonte: VGC)

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Genovese, classe 1988. Laureato in Scienze Storiche, Archivistiche e Librarie, Federico dedica la maggior parte del suo tempo a leggere cose che vanno dal fantastico estremo all'intellettuale frustrato. Autore di quattro romanzi scritti mentre cercava di diventare docente di storia, al momento è il primo nella lista di quelli da mettere al muro quando arriverà la rivoluzione letteraria e il fantasy verrà (giustamente) bandito.

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